0-1, che fatica!

“E’ bravissimo: mangia e dorme!”.

E’ opinione comune che i bambini nel primo periodo di vita non abbiano nulla da fare e siano senza preoccupazioni e impegni particolari. Qualcuno pensa che le uniche attività dei ‘bambini piccoli’ siano dormire, mangiare, farsi coccolare  e… basta.

In realtà, il primo anno di vita,  per il bambino, è un’avventura faticosissima!

Chiudiamo gli occhi e proviamo ad immaginarci in un posto per noi nuovo, un luogo che non conosciamo, pieno di oggetti che non ci sono familiari e di cui ignoriamo la funzione/utilizzo, aggiungiamo persone sconosciute che vanno e vengono, corrono perché di fretta, magari urlano e  continuano a chiederci qualcosa di cui non non riusciamo a capire il significato.

Ecco, questo è molto simile a ciò che può avvenire nella giornata di un bambino che non ha ancora 1 anno.

Ciò non significa che il bambino debba rimanere chiuso in casa e protetto da tutto e da tutti.

Infatti, rispetto alla situazione appena descritta bisogna sottolineare una differenza fondamentale: il bambino non è mai solo. Al suo fianco ha sempre una figura adulta che lo guida, lo supporta, lo incoraggia, lo tranquillizza e all’occorrenza lo mette in guardia sui possibili pericoli.

Ogni volta che il bambino viene portato in un posto nuovo deve capire dove si trova e che cosa ci fanno tutte quelle persone attorno a lui. Certo, la cosa si ‘semplifica’ quando anche il bambino inizia a muoversi; gattonando infatti si può esplorare meglio, si possono raggiungere oggetti che ‘i grandi’ avevano nascosto e soprattutto si può affinare la “tecnica assaggio e conosco”.

Le mamme lo sanno, i bambini mettono in bocca di tutto!

Questa azione, oltre che permettere ai bambini di soddisfare il naturale bisogno di suzione, consente loro di immagazzinare sensazioni ed informazioni diverse sugli oggetti che li circondano, di sperimentare il caldo e il freddo, il morbido e il duro, il liscio e il ruvido… Ma pensiamo anche ad un bambino che assaggia la mano o il piede di un amichetto che è seduto vicino a lui, in questo modo riesce a percepire dove finisce il suo corpo e dove inizia quello dell’altro bimbo.

In realtà se guardata da una nuova prospettiva, la giornata di un ‘bambino piccolo’ è molto faticosa , piena di impegni e di appuntamenti, di cose da fare e da scoprire. Per fortuna è possibile affrontare tutto ciò ‘proprio come un gioco’ e rendere ogni cosa più facile!

Laura Pederzani (Pedagogista)

Articolo pubblicato su www.babyinitaly.com