9 nov · Laura Pederzani · No Comments

Paure, bambini ed educazione

Strano da dirsi, ma le paure dei bambini fanno più paura ai genitori.
Fanno sorgere negli adulti tante domande “ma perché proprio a mio figlio e gli altri no?”; ma chi sarà stato a creargli questa paura? l’amichetto a scuola? i nonni? i cartoni? il libro che abbiamo letto?” e così via.
Capita spesso che i sensi di colpa dei grandi prendano il sopravvento e che inevitabilmente ci si faccia questa domanda “ma sto sbagliando il modo di educare e crescere mio figlio?”
Diversi genitori mi chiedono quali siano le risposte giuste da dare ad un bambino che manifesta delle paure o anche come sia possibile evitare che i bambini sviluppino troppi timori.
Iniziamo con il dire che tutti noi abbiamo delle paure, più o meno grandi, ma d’altronde se la paura è ‘la reazione che noi mettiamo in moto davanti ad una situazione che percepiamo come pericolosa’, chi non ne avrebbe? Se non avessimo alcuna paura, probabilmente attraverseremmo sempre la strada senza guardare e chissà cos’altro…!

Le paure del buio, dei mostri, di alcuni oggetti specifici, di addormentarsi…sono normali paure infantili, fanno parte della crescita, ma non per questo vanno sottovalutate.
Offrire ai bambini risposte razionali come “ti ho detto tante volte i fantasmi non esistono!”  “ormai sei grande, i bambini come te non hanno più paura di nulla!” o ancora “non è brutta questa cosa…non devi spaventarti”, produce nella maggior parte dei casi l’effetto opposto al nostro intento. Meglio ricorrere alla fantasia e parlare il linguaggio stesso dei bambini. Perché non creare insieme a loro dei personaggi fantastici che possono accompagnarli quando si trovano davanti ad una paura e che una volta superato l’ostacolo ritornano invisibili?
I bambini non vogliono essere compatiti, ma spesso ci chiedono un aiuto per gestire insieme a loro e in modo creativo questa strana emozione!

Ci sono poi delle paure che sono più legate allo stile educativo che noi mettiamo in atto con i nostri bambini. Pensiamo ad esempio a queste frasi “se non fai il bravo ti mando in collegio!” “se non la smetti con le urla, la mamma si ammala!”, “basta con i capricci perché ti lascio qui e me ne vado!”.
Queste paure non sono legate dallo sviluppo emotivo-fisiologico del bambino, ma derivano dal contesto sociale in cui egli vive.
Le persone che dovrebbero prendersi cura di lui, spesso inconsapevolmente, possono contribuire alla costruzione di alcune paure.
Tali affermazioni lasciano infatti il bambino in uno stato di confusione poichè non riesce a decifrarle. Quindi, attenzione a ciò che diciamo!

Laura Pederzani

(Pedagogista)

Articolo pubblicato su www.babyinitaly.com

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